Le Ricette e i segreti degli Chef stellati

Vi porteremo nelle cucine degli Chef più famosi e creativi per scoprire i loro trucchi, consigli e segreti per ricette perfette

Primi passi in Cucina

Le Basi: I pilastri della cucina spiegati passo per passo

Speciale Pizza

La Ricetta Base per un impasto Soffice e Croccante

Frammenti di Vita

Le storie, gli aneddoti e i retroscena di una "Vita da Chef"

I Classici Rivisitati

Le Zuppe: Patrimonio della cucina Italiana ed internazionale

Focus Enologia

Vini e Viticoltori d'eccellenza

Cascina Castlet tra Barbera e Moscato



La Cascina Castlet è situata sulle colline astigiane, nel cuore della zona di produzione del Barbera e del Moscato, ad un altitudine di circa 300 metri s.l.m.
Nei vigneti , che hanno una superficie di circa 23 ettari, vengono coltivate le due varietà tradizionali Barbera e Moscato oltre ad una piccola produzione di Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Uvalino ( antico vitigno autoctono da noi riscoperto).
La lavorazione dei vigneti è principalmente manuale ( potature, operazioni in verde e vendemmia vengono eseguite manualmente) la lavorazione del terreno prevede l’inerbimento e la sfalciatura periodica delle erbe spontanee. La lotta alle patologie della vite viene condotta secondo i criteri della “ Lotta guidata”
La composizione dei terreni è di natura argillosa calcarea.
La Cascina Castlet appartiene da generazioni alla famiglia Borio, con Maria Borio, che dagli anni 70 prosegue la tradizione di famiglia, l’Azienda si impone grazie ad una gamma di vini ricchi di personalità, nuovi e antichi nello stesso tempo, curati in ogni dettaglio con estrema attenzione e infaticabile dedizione.

Un po’ di storia…


Che la famiglia Borio sia legata a Costigliole è confermato da una data antichissima, il 13 luglio 1198, quando Guglielmo de’ Burri giurò un patto di fedeltà al Libero Comune. La famiglia aveva una cappella propria nella chiesa parrocchiale, segno di potenza e rispetto e, nel XVII secolo vari documenti attestano dell’importanza acquisita dal gruppo familiare di Borio, imparentatosi con gli Asinari, allora signori di Costigliole, grazie ad un matrimonio tra Giovanni Borio ed Eleonora, figlia di Michele Asinari.
Tradizionalmente famiglia dedita all’attività notarile, tra i Borio si annovera anche qualche artista come Giuseppe Borio, finissimo intagliatore operante nella metà dell’800 cui si deve anche la lavorazione della croce dell’altare maggiore parrocchiale, ma soprattutto appartenevano loro vasti possedimenti terrieri tra i quali spicca quello che ancor oggi è chiamato Bricco dei Borio.
Sempre alla famiglia Borio, in particolare al sacerdote Giovanni si deve il beneficio con cui fu costruita l’antica cappella dedicata a Santo Stefano, in località Loreto, per la quale fu introdotto, per grazia ricevuta, il culto della Madonna di Oropa. In essa si poteva scorgere lo stemma di famiglia: azzurro traversato da una banda d’argento caricata da un leone nero con lingua rossa.

I Vigneti




Quello che conta non sono i 20 ettari di cui 18 a vigneto, né i programmi di ampliamento per il futuro; quello che conta è la cura di ogni singola pianta, lo studio delle tecniche più antiche realizzate con le analisi più sofisticate e moderne.
Le vigne bisogna camminarle, in autunno, quando l’uva è matura e gonfia di sole, in inverno quando ceppi neri contrastano il candore della neve.
La barbera con il suo grappolo ruvido e il moscato, gentile e profumato come una sirena che chiama. E, da poco, l’uvalino, forte sicuro di sé come chi ha una lunga storia alle spalle che è appena giunta alla luce.
L’erba tra i filari, gli uccelli richiamati dai piccoli rifugi di legno, il terreno argilloso-calcareo, sette o otto gemme per pianta in un classico Guyot, e intorno le colline di Costigliole. Vigne a ritocchino, altre a girapoggio in un disegno che è land art selezionata dalla storia.



La Cantina


Gli antichi muri di pietra della Cascina proteggono i vini che s’affinano in silenzio e penombra in grandi, scure e tradizionali botti di rovere da 34 ettolitri e in moderne e chiare barriques, giovani e capaci di eleganza.
Altrove, dall’altra parte del cortile, una cantina diversa che rappresenta l’altra anima del vino.
Macchine moderne e sofisticate, linea di imbottigliamento automatizzata, acciaio e pulizia maniacale. Controllo di ogni lavorazione e led che si accendono e spengono quasi per ricordare che l’elettronica si è messa a servizio dell’uomo.
Sopra, in una sorta di attico spoglio una lunga teoria di vassoi d’appassimento per le uve più belle destinate concentrarsi per diventare quel vino raro che una volta si dava in omaggio al prete, al medico e a noi stessi per festeggiare.



Barbera d’Asti Passum




Un simbolo, forse un “mandala“, forse un’antica “P”, forse un sole, direttamente serigrafato e cotto sul vetro per rimanere indelebile come il ricordo di questo vino nel tempo. Un segno, simbolo insieme di memorie ancestrali e di assoluta modernità grafica. Il nome richiama alcuni celebri vini dell’antichità ottenuti dalla surmaturazione o dal leggero appassimento delle uve.
La tradizione del Barbera ottenuto da uve passite è antica nell’Astigiano, e veniva riservata ai grappoli migliori.
Cascina Castlèt ne ha fatto il vino bandiera, sia perché ottenuto esclusivamente dal vitigno principe della zona, sia perché le tradizione più antiche permettono interpretazioni estremamente moderne e rivivono ricordando che anche nella tradizione contadina povera esisteva il prodotto elitario.

ETICHETTA
Un simbolo, forse un “mandala“, forse un’antica “P”, forse un sole, direttamente serigrafato e cotto sul vetro per rimanere indelebile come il ricordo di questo vino nel tempo.

NOME
Richiama alcuni celebri vini dell’antichità ottenuti dalla surmaturazione o dal leggero appassimento delle uve.

VITIGNO
E’ il Barbera, antica varietà autoctona dell’Astigiano che sulle ripide colline di questa splendida zona, nelle posizioni più soleggiate dà i suoi frutti migliori.
Le uve destinate alla produzione del Passum, provengono da vecchi vigneti ad elevata densità di impianto la cui produzione media è di circa 60- 65 quintali per ettaro; a seguito della scrupolosa e selezionata raccolta solamente 40-45 quintali sono destinati a questo vino, con una resa di 25-27 ettolitri.

VENDEMMIA
Si conclude entro la metà di Ottobre. I grappoli, raccolti a mano e scelti scrupolosamente, sono adagiati in piccole cassette traforate che vengono poi collocate in appositi locali condizionati e molto ventilati.
La durata dell’appassimento varia di anno in anno ed è legata alle condizioni meteorologiche. Durante questa fase, l’enologo effettua frequenti controlli per verificare la conservazione dei grappoli e la concentrazione zuccherina.

VINIFICAZIONE
Le uve, pigiate e diraspate, vengono avviate alla fermentazione in vasche di acciaio inox termocondizionate. L’aggiunta di lieviti selezionati, una temperatura costante di circa 25°C. e i frequenti rimontaggi favoriscono una regolare fermentazione alcolica che si protrae a contatto delle bucce per 15-18 giorni. Dopo la svinatura si mantiene il vino nelle condizioni ideali per il completo svolgimento della fermentazione malolattica.

AFFINAMENTO E CONSERVAZIONE
La maturazione avviene parte in barriques di rovere francese e parte in botti tradizionali di media capacità. Dopo circa un anno, il vino passa in bottiglia dove continuerà il suo affinamento per almeno sei mesi prima della messa in vendita.
Per le sue straordinarie caratteristiche, se collocato in locali a temperatura costante di 13-15°, questo vino si conserverà per una decina d’anni.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
Colore rosso granato intenso; la sua limpidezza, i suoi riflessi densi e caldi che volgono al rubino, sono sicure promesse di grande ricchezza e di struttura possente.
Bouquet ampio,elegante e molto persistente,con sensazioni di confetture di prugne e ribes.
Sapore austero e caldo che mette in evidenza la sua generosità e robustezza: equilibrio e grande armonia sono esaltati da tannini che volgono al dolce e da una piacevole sapidità. La persistenza aromatica è molto lunga e intensa, propria dei grandi vini da invecchiamento.

GRADAZIONE ALCOLICA
14 -14,5% Vol.

SERVIZIO E ABBINAMENTO
E’ consigliabile servirlo alla temperatura di 18°C, in grandi bicchieri di cristallo o previa decantazione in caraffa.
E’ considerato un vino da meditazione, ma soprattutto si accosta bene ai grandi piatti di carne della cucina classica e di territorio: ottimo con brasati e selvaggina, ideale con piatti a base di tartufi e con formaggi stagionati.

Moscato Passito Avié



Il colore del moscato e l’oro segnano l’eleganza. La bottiglia di vetro scurissimo, bordolese di piccolo formato, è impreziosita soltanto dall’impronta di una mano femminile serigrafata in oro che simboleggia la manualità con cui si svolgono tutte le delicate operazioni: dalla vendemmia alla cernita scrupolosa dei grappoli più maturi fino all’appassimento e soffice pressatura.
In dialetto astigiano Avié significa veglia ed evoca le lunghe serate invernali che i contadini trascorrevano nel tepore della stalla scambiandosi le loro esperienze e narrando favole ai bambini.
In questo equilibrio tra la semplicità contadina e la rituale raffinatezza dei gesti sta l’eleganza un po’ sofisticata di questo vino da dessert da proporre in momenti di particolare suggestione.

ETICHETTA
L’impronta di una mano femminile, serigrafata in oro sulla bottiglia, simboleggia la manualità con cui si svolgono tutte le operazioni più delicate: vendemmia, selezione dei grappoli più maturi, appassimento e pressatura necessarie alla preparazione di questo vino.

NOME
In dialetto astigiano “Avié“ significa veglia, ed evoca le lunghe serate invernali che i contadini trascorrevano nel tepore della stalla scambiandosi le loro esperienze e narrando favole ai bambini.

VITIGNO
E’ il Moscato bianco del Piemonte, già conosciuto in epoca romana, viene coltivato su terreni collinari molto ben esposti. Ogni ettaro ha una densità di impianto di circa 5.000 ceppi, con una produzione massima di 60 quintali di uva. La pratica dell’appassimento riduce drasticamente la resa in mosto a 25-30 ettolitri.

VENDEMMIA
Si effettua verso la metà di Settembre ed i grappoli vengono raccolti a mano e selezionati, adagiati in piccole cassette e sottoposti immediatamente ad appassimento in appositi locali condizionati e molto ventilati. La durata dell’appassimento varia di anno in anno essendo legata alle condizioni meteorologiche.

VINIFICAZIONE
Con la pigiatura e la pressatura soffice si ottiene un mosto ricco e denso che viene fatto fermentare in barriques di Allier nuove ove rimane per oltre otto mesi. La lunga permanenza sulle fecce e i frequenti “ batonages “ contribuiscono allo sviluppo e alla esaltazione della sua straordinaria tipicità.

AFFINAMENTO E CONSERVAZIONE
Riposa in bottiglia per almeno un anno ed è messo in commercio due anni dopo la vendemmia.
Per la complessità della sua composizione e per la sua grande generosità, se collocato in locali a temperatura costante di 13-15°C, si può conservare per molti anni.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
Colore giallo paglierino intenso, con riflessi volgenti al dorato dopo lunghi anni di affinamento in bottiglia.
Bouquet possente e fragrante,con toni aromatici che ricordano la frutta matura, le albicocche secche,erbe aromatiche,banana,miele e fiori gialli.
Sapore caldo e generoso, la delicata intonazione dolce, unita ad una gradevole freschezza acida, la robustezza, l’armonia e la lunga persistenza aromatica conferiscono a questo raro vino da dessert sensazioni vellutate e grande opulenza.

GRADAZIONE ALCOLICA
13 -14% vol.

SERVIZIO E ABBINAMENTI
E’ consigliabile servirlo in piccoli calici alla temperatura di 12°C.
Appena deliziosamente dolce, si abbina ai formaggi erborinati e ai caprini stagionati, al fegato d’oca,al patè di fegato e di selvaggina. Adatto ad ogni tipo di dessert e alla piccola pasticceria, ma soprattutto è un grande vino da meditazione.


I Riconoscimenti




CASCINA CASTLET
STRADA CASTELLETTO, 6
COSTIGLIOLE D’ASTI
Tel 0141- 966651 
www.cascinacastlet.com 
info@cascinacastlet.com


Icone: Nero D'avola d'eccellenza dal cuore della Sicilia




"Nato dal cuore antico della Sicilia, 

questo nero d’Avola soddisfa i palati  più esigenti"



L’ azienda Icone produce vini in una delle più evocate regioni italiane: la Sicilia.
Oggi i vini non devono necessariamente essere costosi per essere di buona qualità e per avere elevate caratteristiche organolettiche. Ciò è possibile in Sicilia grazie alla grande estensione dei vigneti (da sola sarebbe il decimo produttore mondiale!), alle varie uve che vi sono coltivate, a un clima eccellente, a un’antica tradizione di vinificazione che risale a oltre tremila anni fa.
I terreni aziendali si trovano in contrada Buonivini, nel territorio di Noto (Siracusa) , in cui la cultura del vino ha remotissime origini.
La conoscenza del territorio e delle sue potenzialità consente di fare le migliori scelte per un consumatore che, pur essendo attento al prezzo, non vuole rinunciare a bere un buon vino.
Vino che viene apprezzato in tutto il mondo grazie alla passione dei suoi produttori e che riceve ogni anno numerosi premi e riconoscimenti. Per ultimo la medaglia d'oro al China Wine and Spirits Awards' di Hong Kong.
Dal quotidiano contatto con la natura in vigna, al lavoro dell'enologo in cantina, dalla comunicazione aziendale, alla commercializzazione, ognuno dei componenti di questa cantina è un professionista che lavora con il cuore.

















Assieme al vino la cantina Icone non vuole solo portare quella cultura dell’ospitalità per cui i Siciliani sono famosi, ma  anche far conoscere quel concentrato di storia e cultura che è la loro cucina.
L’Azienda, seguendo la tradizione, ha una gestione familiare, coinvolgendo due generazioni e con una suddivisione di compiti fra vigneto, cantina e promozione-vendita.


Questo Nero d'Avola si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena, mora e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta, carruba e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. 



Classificazione: Sicilia IGT;
Varietà: Nero d’Avola;
Colore: rosso rubino con riflessi violacei;
Profumi: sentori fruttati di mora e ciliegia, e lievi di tamarindo,
balsamico e vegetale;
Gusto: secco, sapido, tannico, discretamente pieno e continuo;
Affinamento: in vasca d’acciaio e bottiglia;
Gradazione alcolica: 13% vol.;
Potenziale d’invecchiamento, se ben conservato: 6 anni.
Nome vigneto: Buonivini, Noto, Siracusa;
Densità viti: circa 7500 per ettaro.
Sistema di allevamento: controspalliera e cordone speronato;
Resa: circa 70 q per ettaro;
Vendemmia: a mano, prima metà di settembre;
Altimetria: 40/60 m;
Vinificazione: il grappolo viene diraspato, fermentazione con lieviti selezionati,
macerazione con bucce, con 2 - 3 rimontaggi al giorno;
Durata della fermentazione/macerazione: 1-2 settimane;
Temperatura di fermentazione: 22/24 °C.
Abbinamenti: paste con salse di pomodoro; tonno; pollo, anatra; maiale, vitello;
formaggi di media stagionatura;
Temperatura di servizio: 16/18 °C.


Icone srl
Via Dante 153, Palermo 
Tel +39 091513481
www.iconevino.it








Spaghetti "cacio e pepe" con gamberi bianchi marinati al lime




Ingredienti per 4 persone

Gamberi bianchi
250 gr Gamberi bianchi
1 Lime
Olio di oliva extra vergine
Sale

Fondo di pesce
1/2 kg Carcasse di pesce, preferibilmente
sogliola o rombo
1,5 lt Acqua
100 gr Sedano
100 gr Carota
100 gr Cipolla
2 Pomodorini
1 rametto Prezzemolo
2 spicchi Aglio

Spaghetti
360 gr Spaghetti De Cecco , n. 512
150 gr Pecorino romano, dolce
20 gr Pepe
150 ml Fondo di pesce

Guarnizione del piatto
Cerfoglio


Procedimento

I gamberi bianchi: Pulire i gamberi e togliere il filo dorsale. Tagliarli a metà e marinarli con succo di lime, buccia di lime grattugiata, olio extra vergine di oliva e sale.
Il fondo di pesce: Fare rosolare in una padella le verdure precedentemente tagliate a dadini con l'aglio, il prezzemolo e l'olio extra vergine di oliva. Unire le carcasse, bagnare con il vino bianco e lasciare evaporare. Aggiungere l'acqua e portare ad ebollizione. Lasciare sobbollire per mezz'ora e filtrare.
Gli spaghetti: Grattugiare il Pecorino romano dolce. Aggiungervi il pepe fresco pestato finemente.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Togliere gli spaghetti 2 minuti prima della fine della cottura e continuare a cuocerli nel fondo di pesce, mescolando continuamente. Togliere dal fuoco ed aggiungere il pepe ed il Pecorino. Mantecare il tutto omogeneamente.
Preparazione del piatto
Dividere gli spaghetti nei piatti fondi ben caldi, distribuirvi sopra i gamberi e decorare con il cerfoglio.

Ricetta dello Chef Heinz Beck
Ristorante La Pergola ***  Roma


Bibi Graetz e Il Soffocone di Vincigliata




“Fuori tempo, fuori luogo, fuori di testa. 

E’ il vino di Bibi Graetz...”

Metropoli 2004


Bibi Graetz, artista di nascita e produttore di vini poi, è riuscito a coniugare arte e vino attraverso il filo conduttore della passione, per i colori, per la terra e soprattutto la passione per le vecchie vigne da cui ricava vini a dir poco esilaranti.  Comincia nel 2000 a dedicarsi con devozione e caparbietà con l'intento e la voglia di produrre grandi vini, e così avviene.
Le vigne si affacciano su Firenze e attraverso di esse si può notare la cupola del Duomo. Il terreno in prevalenza argilloso e ricco di fosforo, magnesio e potassio. Gli sbalzi termici favoriti dall'esposizione sono fondamentali per la formazione dei profumi che le uve poi trasmetteranno ai vini.




Proverò a descrivere il primo vino che ho assaggiato di Bibi, il Soffocone di Vincigliata, ma mi rendo conto che non è per nulla facile trasmettere tutto il fascino di questo magnifico vino.
E' prodotto principalmente con uve sangiovese (90%) provenienti da vigneti che oltrepassano i trent'anni con esposizione a sud. Vengono vendemmiati tra la seconda settimana di settembre e la prima di ottobre. Il vino sviluppa la sua fermentazione in barrique aperte e le varie follature manuali avvengono giornalmente. Al termine di questa fase, che dura circa dieci giorni, il mosto fermentato viene messo a riposare in barrique chiuse per almeno 18mesi.
Ne deriva un vino elegante, dal color rosso rubino, che sprigiona profumi caratteristici e coinvolgenti, dal bouquet ampio e dal sapore asciutto, pieno, persistente e vellutato.
L'abbinamento ideale? Senza dubbio un piatto della tradizione toscana, per questo vino espressivo ed unico. 


  


Il Soffocone di Vincigliata è un vino proveniente da una unica vigna che, durante gli anni, ha dato costantemente uve di qualità eccezionale e con delle caratteristiche del tutto proprie. Da questi aspetti nasce l'idea di creare un vino a tiratura limitata, che esprima del tutto un Terroir molto affascinante e pieno di interesse.


Caratteristiche

Denominazione: Toscana Rosso IGT
Uve: 90% Sangiovese, 7% Canaiolo, 3% Colorino
Sistema di allevamento: Guyot e cordone speronato
Vinificazione: Uve accuratamente selezionate in vigna ed in cantina. Vinificazione in tini d'acciaio, con follature manuali giornaliere. Terminata la fermentazione alcolica, il vino riposa in barriques, per il 30% nuove e per il 70% di secondo passaggio.





Testamatta di Bibi Graetz
Via di Vincigliata, 19
50014 Fiesole (FI)
Tel: +39 055 597222 / +39 055 597289
Fax: +39 055 597155
www.bibigraetz.com




Massimo Bottura "Compressione di pasta e fagioli"




Per il brodo di cappone
1 bicchiere di Sauternes
700 g cappone pulito e tagliato in pezzi
1 sedano
1 carota
1 cipolla bianca
200 g croste di grana
bouquet garni con pepe nero, alloro e un rametto di timo
Sale
Versare il bicchiere di vino nell’acqua fredda e immergervi il cappone. Pulire le verdure e inserirelenella pentola con gli odori. Spazzolare le croste di grana e far sobbollire schiumando ripetutamente. Ridurre del 50% e filtrare.

Per la crème royale
50 g foie gras
20 g cotica di zampone cotta
20 g fagioli borlotti
20 g brodo di cappone e croste di grana ristretto
10 g fondo bruno
1 tuorlo d’uovo
Pulire il foie gras dalle impurità. Inserire gli ingredienti nel thermomix e frullare velocemente, passare al setaccio e incorporare il tuorlo. Versare il composto in piccoli bicchieri one shot e cuocere in forno a 90°C per circa 45 minuti.

Per il radicchio
30 g radicchio
1 goccio di lambrusco di Castelvetro
10 g pancetta sminuzzata
Olio extravergine d’oliva
Sminuzzare il radicchio. In una casseruola di rame versare un filo d’olio e la pancetta, saltarla brevemente e subito dopo inserire il radicchio. Sfumare con il lambrusco e terminare la cottura.

Per i maltagliati
Croste di grana
Recuperare la crosta dal brodo, spazzolarla e farla bollire. Tagliarla all’affettatrice quando ancora calda e sagomarla con il coltello per ottenere dei maltagliati. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente.

Per la crema di fagioli
50 g fagioli borlotti già sgusciati
1 bicchierino di malvasia Sorriso di cielo La Tosa
20 g cipolla bianca
20g carota
20 g sedano
20 g pancetta
Bouquet aromatico con mezzo rametto di rosmarino e un paio di foglie di salvia
Brodo di cappone
Preparare una brunoise con il sedano, la carota e la cipolla. In una casseruola scottare la pancetta e successivamente aggiungere il trito. Soffriggere per un attimo e unire i fagioli, sfumare con la malvasia. Aggiungere il bouquet aromatico e poco alla volta il brodo caldo e cuocere per una trentina di minuti. Togliere il bouquet e frullare nel thermomix perfezionando la consistenza con il brodo rimasto.

Per l’aria di rosmarino
50 g rosmarino
Zucchero
1,5 g lecitina
Centrifugare il rosmarino con l’acqua ghiacciata, passare al colino, aggiustare di zucchero e incorporare la lecitina per montare l’aria.

Presentazione
Prendere il bicchierino con la crème royal, adagiarvi sopra un po’ di radicchio brasato, un po’ di maltagliati e coprire con la crema di fagioli ben calda. Ultimare con un cucchiaino di aria di rosmarino.





Tolaini, Il Chianti tra presente e passato


"In Toscana passato e presente si sono sempre intrecciati con 
armonia e il vino ne è spesso testimone illustre"


E' in questo panorama che è nata la Tolaini, un'azienda vitivinicola che unisce l'antica saggezza ai moderni metodi di produzione del vino. E proprio per onorare il legame tra l'antico e il moderno, l'iniziale di Tolaini è stata incisa nella sua versione etrusca - in una pietra alta due metri venuta alla luce durante gli scassi nelle vigne e che ora dà il benvenuto all'ingresso del vigneto.



Pier Luigi Tolaini



La sua energia e la passione per l'eccellenza lo hanno portato a fondare una compagnia di trasporti e logistica tra le più importanti del nord America e oggi il suo sogno si è avverato.
Dopo un lungo girovagare nel 1998 Pier Luigi Tolaini ha individuato nel Chianti Classico, più precisamente nella prestigiosa zona di Castelnuovo Berardenga, due appezzamenti dove l'equilibrio tra clima, suolo ed esposizione è ideale. Si tratta dei poderi di Montebello, un perfetto anfi teatro naturale, e di San Giovanni.

La Vinificazione



Gli acini integri e raffreddati alla temperatura di 5C-10C (41F - 50F) per 7 giorni vengono lasciati nei tini di diverse dimensioni. La fermentazione prosegue a temperatura controllata (28C-30C) per 7-10 giorni (82F - 86F).L'uva dopo essere passata attraverso queste accurate fasi di selezione manuale sui tavoli di cernita, viene delicatamente diraspata e gli acini interi vengono poi vinificati in 26 tini di accio inox. Durante questo periodo il cappello viene immerso manualmente per estrarre ulteriormente profumi e struttura. Dopo una macerazione di circa 10-15 giorni, il vino passa in barriques dove si svolge la fermentazione malolattica.





















Nelle vigne come in cantina l'azienda Tolaini è la sintesi di tradizione e modernità. Sono impiegate infatti insieme a quelle classiche, anche tecniche innovative che trattano in modo delicato la materia prima per produrre vini di grande spessore. La vinificazione avviene per la quasi totalità in 26 speciali serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata e a doppia cella che permettono, oltre al tradizionale rimontaggio, il più moderno délestage. Le uve migliori vengono lasciate fermentare in tini troncoconici di Allier (ve ne sono 12 da 45 hl); una scelta che permette di interpretare al meglio la complessità dei vini. Ogni singolo lotto di uva proveniente da parcelle diverse viene vinificato separatamente e rimane separato anche nelle successive fasi di affinamento, fino all'assemblaggio finale.

I Vini



Valdisanti



L'immagine sull'etichetta di Valdisanti: il calice ed il serpente, è tratta da un dipinto del XVI sec. situato nell'antica chiesetta che confi na con la vigna San Giovanni. Nel dipinto l'artista toscano Rutilio Manetti commemora S. Nicola e S. Giovanni che porgono rispettivamente alla Vergine un libro, della frutta e un calice di vino con un serpente. Nel ricco simbolismo di Manetti, la frutta ed il vino rappresentano le promesse della terra, il libro la cultura ed il serpente la passione per il lavoro: praticamente la sintesi di questo prezioso blend. Valdisanti è infatti una cuvée di Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Cabernet Franc. E' elegante e strutturato, con una complessità speziata e un lungo retrogusto. L'affi namento in bottiglia permette al vino di smussare i suoi tannini e di arricchire la sua complessità

Uvaggio: Cabernet Sauvignon 75%, Sangiovese 20%, Cabernet Franc 5%
Area di produzione: Chianti Classico, Toscana
Suolo: Limo e argilla con considerevole presenza di scheletro
Produzione: 60 qt./ha
Vigneti: Età delle piante Vigneti piantati nella primavera del 2000
Densità d'impianto da 6,900 a 11,000 ceppi per ettaro
Produzione 60,000 bott. (2006); 120,000 bott. (2007)

Vinificazione


 Le uve, dopo selezione in vigna e in cantina, vengono diraspate e introdotte intere in tank tronco conici di legno. Fermentazione alcolica In tank di legno tronco conici termo-condizionati, muniti di controllo automatico della temperatura, mantenendo il mosto in contatto con le bucce per circa 30 giorni, durante i quali vengono eseguiti pigiage manuali, rimontaggi ogni 4-6 ore e un delestage alla settimana. Fermentazione malolattica In barriques di rovere francese (70% nuove, 30% di un anno) Affinamento Su fecce fini per 6 mesi in barriques, 16 mesi in barriques Invecchiamento 12 mesi in bottiglia
Dati tecnici
Alcol 13,90%
Acidità Totale 6,01 g/l
Zuccheri 1,7 g/l
pH 3,48

Note organolettiche


Limpido, rosso-rubino carico con riflessi granati. Pulito con aromi di frutta secca,
cannella, peperone e vaniglia. Corpo molto strutturato, con tannini morbidi e
rotondi, arom

Al Passo



C'è una piccola radura circolare in cima alla collina più alta nell'azienda Tolaini. Questo boschetto è noto come Al Passo, ed era il teatro delle battute di caccia dei proprietari terrieri del luogo, che usavano uccelli da richiamo per attirare le loro prede appunto "al passo”. Da questa collina ancora oggi si gode un panorama magico che si spinge fi no alle torri di Siena. Al Passo prende il nome da questa bella macchia ed è il blend più tradizionale di PierLuigi Tolaini. A netta prevalenza di Sangiovese con una percentuale complementare di Merlot, Al Passo evidenzia la naturale affi nità di questi due vitigni. Il vino si presenta intenso, fruttato, con sentori speziati; al palato è di media struttura con frutta matura e fresca acidità. Al Passo, pur essendo un vino che si può bere da subito, ha un interessante potenziale di evoluzione in bottiglia.

Uvaggio: Sangiovese 85%, Merlot 15%
Area di produzione: Chianti Classico, Toscana
Suolo: Limo e argilla con considerevole presenza di scheletro
Produzione: 60 qt./ha
Vigneti: Età delle piante Vigneti piantati nella primavera del 2000
Densità d'impianto da 6,900 a 11,000 piante per ettaro
Produzione 30,000 bott. (2006); 80,000 bott. (2007)

Vinificazione


Le uve, dopo selezione in vigna e in cantina, vengono diraspate e introdotte intere in tank di acciaio inox o tronco conici di legno. Fermentazione alcolica In tank in acciaio inox o tronco conici di legno termo condizionati, muniti di controllo automatico della temperatura, mantenendo il mosto in contatto con le bucce per circa 20-25 giorni, durante i quali vengono eseguiti rimontaggi ogni 6-8 ore e un delestage alla settimana. Fermentazione malolattica In tank tronco conici di legno e in barriques di rovere francese (20% nuove e 80% di un anno)
Affinamento Su fecce fini per 6 mesi in barriques e in tank tronco conici di legno, 8 mesi in barriques (20% nuove)
Invecchiamento 12 mesi in bottiglia
Dati tecnici
Alcol 13,60%
Acidità Totale 5,71 g/l
Zuccheri 1,6 g/l
pH 3,48

Note organolettiche


Limpido, rosso-rubino brillante con unghia tendente al granato con
l'invecchiamento. Pulito con aromi di frutti rossi, liquirizia e vaniglia, note speziate
di pepe nero. Buon corpo con tannini abbastanza morbidi, aromi di frutta matura,
vaniglia e liquirizia con retrogusto ricco e speziato.





Tolaini Societa' Agricola s.r.l.
Strada Provinciale 9 di Pievasciata, 28
53019 Castelnuovo Berardenga - Siena
Tel. +39 0577 356972
info@tolaini.it





 
//]]>